lunedì 2 marzo 2015

INTERVISTA A MARCONCIO (voce + chitarra) dei CALL THE COPS (BOLOGNA PUNK)

I CALL THE COPS sono un gruppo bolognese dedito ad un punk hardcore anni '80, debitore di un certo suono inglese non lontano da Chaos Uk, GBH e compagnia bella.
Ne ho approfittato per fare qualche domanda a Marconcio (voce e chitarra) in vista del loro prossimo concerto a Parma Domenica 8 Marzo alla Casa Cantoniera in compagnia dei SYSTEMATIK dal Canada.
Enjoy!

DA QUANTO ESISTETE E CHI E' NEL GRUPPO?
Il gruppo esiste dalla primavera del 2013 Marconcio (Nowhiterag) Chitarra/Voce Ernesto (Intothebaobab) Chitarra/Voce ex - Rick (Headed Nowhere/Reprisal) Basso Zilla Batteria. Rick è appena uscito dal gruppo e abbiamo bassisti temporanei al momento
RELEASES FINO AD ORA?
Releases ufficiali a parte un paio di promo cd da battaglia per i Tour abbiamo uno split con i Berlinesi Random Blackouts in formato tape, il lato nostro puoi sentirlo qui

https://callthecopsbastards.bandcamp.com/

ANDATE SPESSO IN TOUR ALL'ESTERO?
Gruppi e spazi in cui/con cui vi siete divertiti di più e perché…
Abbiamo fatto 4 tour europei fino ad adesso e partiamo di nuovo ad Aprile
La band forse per sua concezione forse perché in Italia la gente sa quanto siamo effettivamente degli scoppiati e dei casi umani è molto più spendibile all'estero, ma non ci possiamo certo lamentare delle attenzioni ricevute sul suolo nostrano


DI COSA PARLANO I VOSTRI TESTI? CHI LI SCRIVE?
I testi li scrivo io, tutti. C'è un motivo contingente, che è che gli altri due hanno serie difficoltà espressive in italiano corretto, e nelle altre lingue si esprimono con un dizionario di termini che sta scritto sul palmo della mano. L'altro motivo, quello vero, è che nei progetti è buona norma che uno contribuisca con quello che gli viene bene. Io faccio cagare a suonare, non ho particolare orecchio e ho l'indipendenza motoria di un cestello per lavatrice, 2 cose credo di saper fare, arrangiare i pezzi e le chiacchiere. La dialettica di per se stessa, soprattutto con l'introduzione della stampa è corresponsabile di aver condotto l'umanità verso le peggiori nefandezze, perciò credo che sia importante le cose sentirle prima col cuore e con la pancia e solo dopo cercargli un esposizione razionale. E io ho due pretese in questo senso, la prima è, per quanto mi è possibile, di parlare per tutti, di captare cose che sono appannaggio della nostra identità collettiva, non della mia introspezione personale della minchia. La seconda, è di conferire un'identità alla band, che sia un po' più "alta" delle nostre schifose incoerenze personali, del nostro linguaggio deturpato. Quando siamo sul palco dobbiamo esporre dei contenuti chiari, liberi da codici da combriccola o comunque da degradazioni che potrebbero essere interpretate correttamente solo da una qualche nostra cerchia, davvero non si è mai abbastanza chiari. I tesi parlano fondamentalmente di sessualità, dell'ossessione del rapporto tra tempo e denaro in termini di classe, di droga, di stereotipi in generale e di coccole. Abbiamo un pezzo che si intitola Gattini e che dice che se mi stringi forte la testa Hitler mi sembra un peluche e la morte una torta. La scelta della lingua inglese è qualcosa di cui non sono certissimo, in un primo momento vedevo le band che cantavano in inglese come dei vigliacchi che non avevano fegati di esporre chiaramente il loro sentire e scimmiottavano stereotipi anglosassoni. Adesso avendo visto che le persone con cui voglio entrare in contatto, con questa band ma anche su altri fronti, si trovano anche e soprattutto in altri paesi, il limite della lingua mi è diventato insostenibile. Anche se in ultimissima analisi credo che con le dovute misure, fare i pezzi nella propria lingua madre, anche se la parlano relativamente tre gatti sia un valore. Non so quanta della gente che ci segue legga effettivamente i testi, ma ne frega fino a una certa, se senti un pezzo nostro e hai la sensazione che spacchi il culo, questa sensazione te la dà anche la visceralità delle liriche, che tu lo voglia o meno, poi se te li leggi meglio.

COSA FATE PER SVOLTARE NELLA VITA? FATE FATICA A FAR CONVIVERE ATTITUDINE CON PROBLEMI QUOTIDIANI (COME PAGARE LE BOLLETTE O METTERE DEL CIBO NEL PIATTO)?

Per dedicare l'energia che serve ad un progetto di questo tipo, in Italia devi essere, relativamente, un privilegiato, ovvero in buona sostanza, una persona che può almeno in parte disporre liberamente del proprio tempo. Noi abbiamo scelto di far finta che sia così, o quantomeno abbiamo impostato una vita dove la band è una priorità centrale e tutto il resto deve tenerne conto. Io ed Ernesto abitiamo in una topaia che cade a pezzi, siamo entrambi freelancer, lui tatua e io faccio produzione e post produzione video e animazione, subaffitto costantemente la mia stessa stanza, ho comprato una macchina 7 posti a gpl per andare in tour e mi sposto solo con quella molto spesso riempiendola di blablacar. Rick, il bassista con cui da poco non suoniamo più è anch'egli tatuatore. Zilla fa il cameriere al Roadhouse di merda e ogni volta se ne deve inventare una. Facciamo le prove da mezzanotte alle due perché è l'unico buco comune che abbiamo. Le band fighe in questo paese di merda si fanno solo con i disperati e i casi umani, perché i figli di papà tanto prima o poi cambiano idea e buona parte degli altri devono un attimo pagare il mutuo e poi arrivano...

PROGETTI FUTURI?
Stiamo finendo di registrare il disco nuovo. Inlay a fumetti dei testi, vinile 1000 copie se riusciamo
stiamo ancora raggranellando coproduttori, nel caso ti venisse in mente qualcuno!

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